La 24h Le Mans 1964 occupa un posto preciso nella storia di Maranello: fu l'ultima edizione vinta in assoluto dalla casa di Fiorano prima dell'avanzata Ford. In quel contesto, la Scuderia Ferrari SEFAC schierò più esemplari di 275P, tra cui il numero 22 assegnato a Giancarlo Baghetti e Umberto Maglioli. Top Marques ne ha realizzato un 1:18 che racconta quella pagina di storia con la fedeltà tipica del produttore monegasco.
La Ferrari 275P: evoluzione diretta della 250P campione del 1963
La 275P nacque come passo evolutivo della 250P che aveva vinto Le Mans nel 1963. Il V12 Colombo fu portato a una cilindrata maggiorata, con il motore posizionato in posizione posteriore centrale, entro un telaio a traliccio tubolare, e la carrozzeria aperta a barchetta garantiva leggerezza e raffreddamento ottimale. Era la punta di diamante del programma prototipi ufficiale Ferrari per la stagione 1964.
Baghetti, Maglioli e la Sarthe 1964: una pagina autentica del motorsport italiano
Alla 24h Le Mans 1964, la Scuderia Ferrari SEFAC iscrisse la numero 22 con l'abbinamento Giancarlo Baghetti–Umberto Maglioli. Baghetti era già noto per aver vinto il GP di Francia 1961 al suo debutto iridato, Maglioli era un veterano delle corse endurance in livrea Ferrari. La vettura corse in Rosso Corsa ufficiale con il numero 22 sul muso e sui fianchi, senza portare a termine la gara. La corsa fu vinta da un'altra 275P della stessa Scuderia SEFAC, quella di Guichet e Vaccarella.
Il modellino in scala 1:18 Top Marques: soggetto raro
Top Marques ha realizzato questo 1:18 con la cura e la fedeltà cromatica delle superfici tipiche del produttore monegasco. La carrozzeria è a corpo fisso, e l'attenzione si concentra sulle superfici aerodinamiche esterne, sulle pance laterali e sulla strumentazione dell'abitacolo aperto. Il soggetto specifico — la numero 22 Baghetti/Maglioli — è tra i meno riprodotti in questa scala tra i collezionisti di prototipi Ferrari degli anni Sessanta.
In vetrina: un pezzo che chiude la storia Ferrari a Le Mans 1964
Il modellino si presta a una teca dedicata ai prototipi Ferrari degli anni Sessanta. L'abbinamento naturale è con le altre 275P iscritte alla stessa edizione — la numero 21 di Guichet e Vaccarella, vincitrice — oppure con la 250P del 1963 e la 250LM del 1965, a costruire la sequenza cronologica del programma sportivo Maranello. Per i collezionisti che seguono anche la Formula 1, la presenza di Baghetti rende il pezzo un punto di contatto tra le due discipline.