La Ferrari 330 P3 rappresenta il culmine della stagione 1966 di Maranello: un prototipo da corsa con motore V12 ad iniezione Lucas, montato su telaio a traliccio con sospensioni indipendenti su tutti e quattro i punti. Di questo modello vennero costruiti soltanto tre esemplari, identificati dai numeri di telaio 0846, 0848 e 0850, tutti e tre impegnati esclusivamente dalla squadra ufficiale Scuderia Ferrari SEFAC nel corso della stagione.
Una berlinetta costruita per vincere a Le Mans
La carrozzeria chiusa a fastback fu disegnata da Pininfarina e realizzata da Drogo: un profilo largo e filante, inconfondibile tra i prototipi dell'epoca. Il V12 Tipo 218 con iniezione di carburante differenziava la P3 dalle soluzioni a carburatori dei principali concorrenti del 1966. La trasmissione e le sospensioni derivavano dall'esperienza accumulata con la 330 P2, predecessore diretto del progetto.
Scarfiotti e Parkes: la notte che cambiò le corse
Alla 24 Ore di Le Mans 1966 la Scuderia Ferrari SEFAC schierò tre esemplari di 330 P3. La vettura numero 20, affidata a Ludovico Scarfiotti e Mike Parkes, si ritirò dalla gara. Scarfiotti, pilota ufficiale e figura di spicco nell'ambiente Ferrari, aveva vinto il Gran Premio d'Italia 1966 su Ferrari 312 F1: un nome di peso per il collezionista italiano. Parkes era al tempo stesso ingegnere senior e pilota di sviluppo Ferrari, un ruolo doppio rarissimo nel motorsport dell'epoca. La gara si concluse con una tripletta Ford GT40 Mk II, un risultato che segnò uno spartiacque nella storia delle corse endurance e che rimane tra le vicende più raccontate del motorsport mondiale.
Il modellino in scala 1:12 Top Marques
Top Marques realizza questo 1:12 in un formato di punta della casa monegasca, pensato per valorizzare le superfici delle vetture da corsa storiche attraverso dimensioni generose. La scala 1:12 permette di apprezzare ogni dettaglio della berlinetta Pininfarina-Drogo: le superfici lavorate della carrozzeria, la livrea Rosso Corsa senza decalcomanie sponsor e lo scudo SEFAC applicato sulla fiancata, coerente con la documentazione fotografica delle vetture ufficiali Ferrari del 1966.
In vetrina con la storia di Maranello
Questo modellino occupa una posizione di rilievo in qualsiasi esposizione dedicata ai prototipi Ferrari degli anni Sessanta. Si abbina naturalmente alla Ferrari 330 P4 del 1967 — l'evoluzione diretta del progetto P3 — e alla Ford GT40 Mk II di Le Mans 1966, ricostruendo così la rivalità più fotografata della storia dell'endurance. Per chi colleziona Ferrari da corsa o prototipi di quella stagione, la rarità del soggetto reale (tre soli telai costruiti) conferisce a questo 1:12 un peso narrativo difficile da eguagliare in scala.