La Ferrari F310B occupa un posto preciso nella memoria collettiva del collezionista italiano: non è ancora la monoposto dominante del ciclo 2000–2004, ma è già il frutto del lavoro di Ross Brawn e Rory Byrne, il primo telaio della nuova Ferrari competitiva. Il numero 5 che porta al Gran Premio del Giappone racconta una delle gare più cariche di tensione dell'intera stagione 1997. GP Replicas la restituisce alla scala 1:43.
Ferrari F310B: il telaio di Brawn e Byrne
Derivata dall'F310 del 1996, la F310B nacque per rispettare le nuove norme tecniche della stagione 1997, che imponevano carreggiate più strette e modifiche aerodinamiche significative. Il motore era il Ferrari Tipo 046, un V10 aspirato. La revisione strutturale, affidata a Rory Byrne sotto la direzione tecnica di Ross Brawn, portò un pacchetto più bilanciato rispetto all'anno precedente, con un retrotreno ripensato e nuovi sfoghi dell'aria ai lati del musetto.
Suzuka, 12 ottobre 1997: la vittoria che rimise tutto in gioco
Al sedicesimo round del campionato, penultima prova, Schumacher scattò dalla pole position e condusse tutta la gara, tagliando il traguardo davanti a Heinz-Harald Frentzen su Williams e al compagno di squadra Eddie Irvine. Quel risultato azzerò il distacco da Jacques Villeneuve, portando i due piloti a parità di punti prima del finale di Jerez. La livrea della F310B quel giorno era quella iconografica dell'era: rosso Ferrari con elementi bianchi e rossi del branding loghi Shell e Asprey. Una combinazione cromatica che i collezionisti riconoscono istantaneamente come simbolo degli anni Schumacher-Ferrari.
GP Replicas in scala 1:43: dettaglio da vicino
GP Replicas produce modelli 1:43 orientati al segmento dei collezionisti. Il modellino riproduce la F310B numero 5 nella specifica del GP del Giappone 1997, con la livrea rosso-bianca applicata sulle superfici aerodinamiche caratteristiche di quell'evoluzione del telaio. La scala 1:43 è lo standard storico del collezionismo motoristico di qualità: abbastanza piccola per allestire diorami multi-vettura, abbastanza dettagliata da distinguere i radiatori laterali e le appendici aerodinamiche tipiche delle monoposto di metà anni Novanta.
In vetrina: una monoposto che racconta un capitolo di storia Ferrari
Una 1:43 si inserisce agevolmente anche in spazi contenuti, affiancata ad altri modelli della stessa stagione. L'abbinamento naturale è con la F310B numero 6 di Eddie Irvine — terzo a Suzuka — oppure con la Williams FW19 numero 3 di Villeneuve, protagonista dello stesso duello iridato. Per chi costruisce una collezione cronologica Ferrari, questo modello si colloca tra la F310 del 1996 e la F300 del 1998, segnando il passaggio verso la supremazia del decennio successivo.