La Ferrari Dino 196 S rappresenta una delle espressioni più pure del prototipo sportivo degli anni Cinquanta: telaio tubolare a traliccio, carrozzeria Spider aperta firmata Scaglietti e un V6 bialbero da 1984 cc derivato dalla monoposto di Formula 2. Tecnomodel ha scelto di immortalare proprio questa vettura nella configurazione del numero 142, schierata alla 43ª Targa Florio con Giulio Cabianca e Giorgio Scarlatti. Per il collezionista italiano, il binomio tra piloti tricolori e la corsa siciliana più antica del mondo raramente si trova condensato in un unico modello in scala.
Il prototipo: 1984 cc e architettura Dino
Il motore Tipo 196 è un V6 a 65° con doppio albero a camme in testa, cilindrata di 1984 cc ed erogazione stimata attorno ai 200–210 cv. L'unità discendeva direttamente dal Dino usato in Formula 2, riversato in una cellula da corsa con sospensioni indipendenti e corpo Scaglietti in alluminio. All'interno della famiglia Dino sports-racing — composta anche dalla 246 S e dalla 296 S — la 196 S era il riferimento per la classe 2.0 litri nei principali appuntamenti endurance del biennio 1958–1959.
Cabianca, Scarlatti e la Madonie del 1959
Il 24 maggio 1959 il Piccolo Circuito delle Madonie ospitava la 43ª Targa Florio, valida per il Campionato Mondiale Sportprototipi. Tredici giri di 72 km ciascuno: un totale di 936 km su strade pubbliche siciliane. Giulio Cabianca, pilota bergamasco tra i più promettenti della sua generazione, e Giorgio Scarlatti, romano di nascita e habitué delle Ferrari da corsa, condividevano il numero 142. La vittoria andò a Jean Behra e Hans Herrmann su Porsche 718 RSK. Cabianca avrebbe perso la vita in un incidente di collaudo nel 1961: ogni modello che porta il suo nome assume perciò un peso storico particolare.
Il modello: resina Tecnomodel in 1:18
Tecnomodel è uno specialista italiano della resina in scala 1:18, con un catalogo orientato verso prototipi storici e auto da corsa di rara riproducibilità. I pezzi della casa trentina si distinguono per l'impiego di minuteria foto-incisa e componenti metallici separati, che restituiscono fedelmente superfici e geometrie altrimenti difficili da rendere in piccola serie. La 196 S numero 142 rientra in una serie che contempla più varianti dello stesso appuntamento siciliano del 1959, confermando l'attenzione del produttore per la completezza documentaria della singola gara.
In teca: dove si inserisce questa resina
La livrea Rosso Corsa con il numero 142 su dischetti bianchi si abbina naturalmente agli altri protagonisti della Targa Florio 1959, a partire dalla Porsche 718 RSK vincitrice di Behra e Herrmann. Sul piano della famiglia Dino, il pezzo dialoga con le eventuali versioni 246 S e 296 S dello stesso periodo. Per chi costruisce una collezione dedicata ai piloti italiani degli anni Cinquanta, il nome Cabianca aggiunge una dimensione narrativa che va oltre la semplice accuratezza della livrea.
Domande frequenti
Che motore montava la Ferrari Dino 196 S?
Un V6 bialbero a 65° di 1984 cc (Tipo 196), derivato dalla monoposto Dino di Formula 2, con una potenza stimata tra 200 e 210 cv.
Chi erano Cabianca e Scarlatti?
Giulio Cabianca e Giorgio Scarlatti erano due piloti italiani attivi tra Formula 1 e gare sportprototipi alla fine degli anni Cinquanta, entrambi legati regolarmente alle Ferrari da corsa del periodo.
Cosa rappresenta la Targa Florio 1959 per questa vettura?
La 43ª Targa Florio, disputata il 24 maggio 1959 su 13 giri del Piccolo Circuito delle Madonie (72 km), era un round del Campionato Mondiale Sportprototipi 1959; la gara fu vinta dalla Porsche 718 RSK di Jean Behra e Hans Herrmann.
Di quale materiale è fatto il modellino Tecnomodel?
È realizzato in resina con parti in fotoincisione e componenti metallici separati, tecnica tipica delle produzioni Tecnomodel in scala 1:18.