La Ferrari 330 P3 è uno dei prototipi da corsa più significativi nella storia di Maranello. Costruita in un numero limitato di esemplari nel 1966, la P3 rappresenta l'apice dello sviluppo del programma sport-prototipi Ferrari prima dell'arrivo della 330 P4. Tra i telai realizzati, il numero 0844 è l'unico nella configurazione Spyder, con la carrozzeria aperta, a distinguersi nettamente dalle versioni Berlinetta. Werk83 ne ha tratto un 1:18 in metallo pressofuso che riproduce questa rarità storica nella livrea Plain Body: Rosso Corsa integrale, senza roundel né adesivi di gara.
Un V12 da 4,0 litri al centro della scena
La 330 P3 montava un V12 Colombo da 3.967 cc con iniezione meccanica Lucas, disposto in posizione longitudinale centrale. Rispetto alla 275 P2, Maranello intervenne sulla scocca semi-monoscocca, sull'aerodinamica e sul corpo vettura, più largo e affilato. Il risultato fu un prototipo capace di affrontare il Campionato del Mondo Sport del 1966 su piste come Daytona, Sebring, Monza, Spa, Nürburgring e Le Mans. La configurazione Spyder del telaio 0844 aggiungeva una variabile aerodinamica ulteriore rispetto alle Berlinetta, rendendo quell'esemplare unico nel programma corse di Maranello.
Il 1966 e la sfida Ford: il contesto storico della 330 P3
La stagione 1966 vide la Ferrari impegnata in uno scontro diretto con la Ford GT40 Mk II, culminato alla 24 Ore di Le Mans dove la Casa americana portò a casa i primi tre posti assoluti. Questo capitolo del motorsport è rimasto impresso nell'immaginario collettivo dei collezionisti ed è diventato ancora più noto grazie al film Ford v Ferrari. La versione Plain Body replica l'aspetto del prototipo nella sua configurazione di fabbrica, priva di qualsiasi numerazione o decorazione, così come poteva apparire durante le sessioni di collaudo a Maranello nel 1966.
Il modellino in scala 1:18 Werk83 in metallo pressofuso
Werk83 ha realizzato questo 1:18 in metallo pressofuso, scegliendo la variante Plain Body per valorizzare la scultura della carrozzeria in Rosso Corsa senza la distrazione di numeri o sponsor. Il soggetto è di per sé raro: la 330 P3 nella configurazione Spyder rappresenta un capitolo raramente esplorato dalla produzione in scala 1:18. La scelta del tetto aperto permette di osservare il vano abitacolo e la struttura interna con un livello di dettaglio che la Berlinetta chiusa non consente. Per i collezionisti italiani che seguono il filone dei prototipi Ferrari anni Sessanta, questo modellino copre un capitolo fino ad oggi assente dalle vetrine.
Domande frequenti
Quante Ferrari 330 P3 furono costruite nel 1966?
Ferrari realizzò un numero limitato di telai 330 P3 nel 1966, tra cui 0844, 0846 e 0848. Solo il telaio 0844 era nella configurazione Spyder a tetto aperto; gli altri erano Berlinetta.
Cosa significa 'Plain Body Version'?
Indica la vettura nella sua configurazione di fabbrica, priva di numeri di gara, sponsor o roundel. La carrozzeria è interamente in Rosso Corsa, come poteva apparire nelle sessioni di collaudo o in esposizione.
Che materiale è usato per questo modellino?
Il modellino è realizzato in metallo pressofuso (die-cast) da Werk83 alla scala 1:18.
Qual era il motore della Ferrari 330 P3?
Un V12 a 60° derivato dal progetto Colombo, di 3.967 cc (4,0 litri), con iniezione Lucas, montato in posizione centrale longitudinale.