Nella storia dell'endurance europea esistono pochissimi momenti paragonabili alla 24h Le Mans 1930: Bentley conquistò il primo e il secondo posto assoluto con due Speed Six, chiudendo definitivamente un ciclo di dominio che aveva ridisegnato la corsa francese. Spark Model ha scelto di immortalare la vettura n. 2, affidata a Frank Clement e Dick Watney, in un 1:43 in resina che porta in vetrina uno dei soggetti pre-guerra più documentati e meno replicati in questa scala.
Un sei cilindri da 6.597 cc per l'endurance degli anni Trenta
La Bentley Speed Six montava un propulsore a sei cilindri in linea con distribuzione a camme in testa, cilindrata di 6.597 cc e una potenza stimata tra 180 e 200 bhp. Il passo misurava 3.569 mm, mentre la lunghezza complessiva della carrozzeria da corsa si attestava attorno ai 4.750 mm. Derivata dalla 6,5 litri standard, la Speed Six era più rigida, più potente e meglio bilanciata rispetto alle versioni precedenti, caratteristiche che la resero l'arma principale del team ufficiale Bentley Motors Ltd nelle ultime stagioni a Le Mans.
La doppietta del 1930: Frank Clement e l'ultimo atto dei Bentley Boys
Il 21 e 22 giugno 1930, sul circuito della Sarthe, la Speed Six n. 1 di Woolf Barnato e Glen Kidston tagliò il traguardo per prima; immediatamente dietro, la n. 2 di Frank Clement e Dick Watney completò una doppietta storica. Clement era uno dei piloti ufficiali più longevi del marchio, con presenze a Le Mans fin dai primi anni Venti. Questa edizione rappresentò il quinto e ultimo successo assoluto di Bentley alla 24 Ore, nonché la conclusione dell'era romantica dei Bentley Boys. La livrea British Racing Green con i roundel del team identifica con precisione quella specifica iscrizione del 1930.
Spark Model in resina: costruzione e dettaglio a 1:43
Spark Model è uno dei riferimenti consolidati per i modellini in scala 1:43 dedicati alle auto da corsa storiche, con una produzione incentrata sulla resina e sull'uso di particolari fotoincisi. La carrozzeria in resina garantisce fedeltà dimensionale e riproduzione delle superfici tipica di questa categoria, incluse le linee del radiatore, i parafanghi anteriori separati e il cofano lungo della Speed Six. Trattandosi di un modello in resina, la carrozzeria è a corpo unico senza parti apribili: la cura costruttiva si concentra sulla livrea verde, sul numero di gara e sulle proporzioni generali della vettura.
In vetrina: dimensioni, spazio e abbinamenti per il collezionista
A 1:43, partendo da una lunghezza reale di circa 4.750 mm, il modellino misura circa 11 cm: una misura compatta che permette di inserirlo in una teca standard per 1:43 senza difficoltà. Per chi costruisce una raccolta tematica sulla Le Mans pre-guerra o sull'era Bentley, questo pezzo si affianca naturalmente alla Speed Six n. 1 vincitrice del 1930 o alle Speed Six della stagione 1929. La scala 1:43 è tradizionalmente la più diffusa tra i collezionisti di auto da corsa storiche, e la scelta della resina eleva il dettaglio superficiale rispetto al pressofuso classico.
Domande frequenti
Che dimensioni ha il modellino in scala 1:43?
La Bentley Speed Six da corsa misurava circa 4.750 mm di lunghezza. In scala 1:43, il modellino si attesta attorno agli 11 cm: uno spazio contenuto, compatibile con la maggior parte delle teche standard per modellini in scala 1:43.
Il modellino ha parti apribili?
No, la carrozzeria è a corpo unico in resina senza parti apribili. La fedeltà riproduttiva si concentra sulle superfici esterne: livrea British Racing Green, numero di gara n. 2 e le proporzioni caratteristiche della carrozzeria da corsa della Speed Six 1930.
Chi erano i piloti della vettura n. 2 alla 24h Le Mans 1930?
Frank Clement e Dick Watney. Clement era un pilota ufficiale Bentley di lunga data, presente a Le Mans fin dai primi anni Venti; la coppia concluse la gara del 1930 in seconda posizione assoluta, alle spalle della Speed Six n. 1 di Barnato e Kidston.
Di quale materiale è fatto il modello?
Il modello è realizzato in resina da Spark Model, specialista nei modellini in scala 1:43 per auto da corsa storiche. La resina consente una riproduzione precisa delle linee della carrozzeria e della livrea rispetto ai tradizionali modelli pressofusi.