La Aston Martin 2-Litre Sports cabriolet del 1949 rappresenta l'origine della dinastia DB: una vettura costruita a mano in alluminio, in soli 15 esemplari, che i grandi marchi del pressofuso hanno storicamente ignorato. Cult Scale Models colma questa lacuna con un modellino in scala 1:18 in resina dalla linea aperta e dalla carrozzeria interamente esposta. Per il collezionista di classiche britanniche, è un riferimento imprescindibile.
La prima Aston Martin di David Brown
Nel febbraio 1947 David Brown acquisì Aston Martin, e la 2-Litre Sports fu la prima vettura prodotta sotto la sua guida, presentata al London Motor Show del 1948. Il motore era un quattro cilindri in linea da 1970 cc, progettato da Claude Hill con distribuzione a camme in testa, capace di circa 90 bhp, abbinato a un cambio a quattro rapporti David Brown. La carrozzeria era interamente costruita a mano in lamiera di alluminio, nelle varianti coupé e cabriolet Spider a capote abbattibile.
Quindici esemplari, l'inizio di una dinastia
Tra il 1948 e il 1950 furono assemblati circa 15 esemplari della 2-Litre Sports, rendendola una delle Aston Martin più rare mai prodotte in serie. La variante Spider cabriolet era la più spettacolare sul piano visivo, con le fiancate scolpite e il frontale lungo che anticipava le forme delle successive vetture DB. È la vettura che apre la genealogia diretta verso la DB2, la DB4 e la DB5: possederne la rappresentazione in scala significa tenere in vetrina l'atto fondativo del marchio nell'era moderna.
Resina 1:18 di Cult Scale Models: materiale e costruzione
Cult Scale Models è uno dei pochi produttori a dedicarsi in scala 1:18 a vetture stradali rare e storicamente rilevanti, trascurate dalla produzione diecast di massa. Il materiale è la resina, che consente geometrie precise e superfici pulite anche su forme irregolari come la carrozzeria hand-built della 2-Litre Sports. La livrea azzurro metallizzato è coerente con i colori periodo delle sportive britanniche della fine degli anni Quaranta. Cult Scale Models distribuisce spesso varianti cromatiche della stessa soggetto con codici distinti.
In vetrina: dimensioni e abbinamenti
Con una lunghezza di circa 22,5 cm, il modellino richiede uno spazio adeguato in teca, soprattutto considerando l'apertura laterale della carrozzeria cabriolet. Si abbina naturalmente alla Aston Martin DB2 del 1950 e, per chi costruisce una collezione tematica, ai contemporanei britannici come le Frazer Nash o le HRG di fine anni Quaranta. È un pezzo che dialoga anche con il catalogo Lagonda dello stesso periodo, dal momento che David Brown possedeva entrambe le case automobilistiche.
Domande frequenti
Che dimensioni ha il modellino in scala 1:18?
La Aston Martin 2-Litre Sports misura circa 4115 mm nella realtà. Diviso per 18, il modellino raggiunge circa 22,5 cm di lunghezza. Tieni conto di almeno 25 cm di profondità in teca per ospitare comodamente la carrozzeria aperta del cabriolet.
Il modellino ha parti apribili?
Non è confermato che il modellino abbia parti apribili: si tratta di un modello in resina e la carrozzeria è tipicamente fissa. La fedeltà riproduttiva si concentra sulle superfici esterne in alluminio, sulla capote abbattibile e sulle linee della scocca handbuilt.
Di che materiale è fatto il modellino di Cult Scale Models?
Il modellino è realizzato in resina, il materiale preferito per produzioni a tiratura limitata di vetture rare. La resina permette dettagli superficiali più netti rispetto al pressofuso tradizionale, e si presta bene a riprodurre la forma artigianale della carrozzeria in alluminio originale.
Perché la 2-Litre Sports è così rara?
Aston Martin ne produsse solo circa 15 esemplari tra il 1948 e il 1950, tutti costruiti a mano. Fu la prima vettura realizzata dopo l'acquisto del marchio da parte di David Brown nel 1947, e precede direttamente la DB2 presentata nel 1950.